I Testi delle Canzoni
Negli anni settanta un musicista giapponese donò al mondo l'invenzione del karaoke che in breve tempo divenne una travolgente moda. Basi musicali registrate, uno schermo sul quale scorrono i testi delle canzoni e tanta voglia di divertirsi: la ricetta è semplicissima. Negli ultimi anni si respira una piacevole follia collettiva e sono fioriti i locali nei quali i cantanti improvvisati si cimentano nel karaoke.
Consuetudine vuole che ci si faccia pregare dagli amici, magari fingendo di farsi trascinare controvoglia sul palco sebbene non si attenda altro, e se possibile cantare in gruppo per mimetizzarsi meglio in caso di stonatura. Gli occhi si focalizzano sui testi ceh scorrono sullo schermo e la voce esce come d'incanto, d'altronde cantare è naturale quanto parlare.
Il karaoke ha costituito un'intuizione geniale, ma a pensarci bene ognuno di noi l'aveva praticato fin da piccolo, seppure in modo artigianale. Di frequente abbiamo ritagliato i testi dai giornali o stropicciato i fogli di accompagnamento dei cd fino a consumarli. Abbiamo letto e riletto le parole delle canzoni, le abbiamo urlate imprimendole nella nostra mente come preziosi tesori da conservare. Ora navighiamo su internet alla ricerca dei testi dei brani che più ci piacciono, come se rileggendoli e cantandoli potessimo catturare una parte della loro magia.
Nelle serate con gli amici fortunatamente c'è sempre il creativo che sa suonare il pianoforte o la chitarra ed il metodico che fa passare i testi delle canzoni in modo da rendere partecipi anche i più smemorati.
Cantare insieme è liberatorio, lo sanno tutti i popoli che accompagnano con la musica i riti fondamentali della società, siano cerimonie religiose o eventi agonistici. Anche chi non segue lo sport sa che prima delle partite internazionali il pubblico si alza in piedi intonando l'inno patriottico: un momento solenne nel quale non si tollerano manchevolezze, nemmeno da parte dei tanto venerati calciatori.
Molti ricorderanno le discussioni relative ai Mondiali di calcio del 2006 originate dal fatto che i calciatori italiani non si impegnavano a cantare l'inno, nonostante l'incitamento del pubblico intento a intonare a pieni polmoni le parole di Mameli. Citiamo i Mondiali del 2006 per i festosi ricordi che suscitano, ma potremmo parlare di tante altre competizioni nelle quali il pubblico si domanda legittimamente se gli sportivi conoscano il testo del loro inno nazionale?eppure le parole sono semplici da ricordare, pur essendo pregne di significato solenne, e l'allegra marcia allieta fin dalle prime note coinvolgendo chiunque.
Forse se il testo fosse trasmesso su un maxischermo la vita degli sportivi sarebbe più semplice, ma immaginiamo le polemiche che scatenerebbe il karaoke dell'inno nazionale!
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